:: War Inc Blog ::
Capodanno War Inc PDF Print E-mail
Written by KuraiEva   
Tuesday, 01 March 2011 06:32
There are no translations available.

 

 

alt

 

 

 Capodanno War Inc

1° GIORNO

Ore 7 del mattino, ossia 3 ore prima dell’incontro con Poli. Che cazzo mi sono alzato a fare 3 ore prima? Ecco non lo so. Teoricamente avrei dovuto preparare hard disk, videocamere, notebook e altre paccoltiglie digitali per il raduno, nei fatti alle 7:30 avevo già fatto tutto quello che dovevo. Quindi passo le restanti 2 ore e 30 a girarmi i pollici per poi partire con il mio zaino da parvenue verso il luogo dell’incontro. Chiaramente poi per strada mi rendo conto di essermi dimenticato almeno 5 oggetti che invece avrei dovuto preparare durante quelle 3 ore che mi ero preso, ma in fondo un viaggio non è tale se dentro lo zaino non manca qualcosa di fondamentale o quando questo è pieno ma di roba completamente inutile.

 

Con Poli mi incontro alle 10 e partiamo alla volta di casa di Drake per prendere lei e Swarzy. Presi i due parte la nostra odissea e impostiamo il navigatore verso Bucine, sperduto comune in provincia di Arezzo. Il viaggio passa senza intoppi, spettegolando come delle shampiste impiccione sui cazzi degli altri gildani, a guardare come babbei il Tom Tom aspettando il suo segnale di eccesso di velocità e filosofeggiando sul significato intrinseco della teoria del “Maylon che viene al raduno” concludendo che in realtà un Maylon ad un incontro di gilda non sarebbe altro che un idealtipo weberiano di raduno utile solo a fini teorici ma non riscontrabile nella pratica. Fino a quel momento dunque tutto tranquillo, fino al momento in cui tocca uscire dall’autostrada per cercare Mercatale ossia un luogo descrivibile, mettendo insieme le informazioni ottenute da Froscolo al telefono, come una località vicino a Bucine, dopo Siena ma prima di Arezzo, a destra dei cartelli War Inc nascosti dietro ad un altro cartello che indica sinistra, dopo la montagnetta di terra e lungo la strada sterrata ma non troppo che tanto poi ci sono altri cartelli basta che veniate da su rispetto all’asse incidente il piano di inclinazione terrestre. Con queste informazioni di millimetrica precisione non potevamo che perderci. Perdersi non è mai una cosa improvvisa, è un processo graduale, si comincia credendo di aver preso la giusta direzione, dopo un po’ non si prosegue più per convinzione ma per speranza, dopo la speranza arriva il rifiuto, seguito dalla confusione totale (quella che ti fa provare i primi 100 metri di ogni singola strada di un incrocio prima che ci si ripensi e si torni indietro al punto di partenza) che si conclude con la botta di culo che non si sa come ti mette sulla retta via. Chiaramente la botta di culo è opzionale e non sempre pervenibile.

In pratica cominciamo con il seguire questa strada larga 2 metri (che non poteva che essere doppio senso) fra i commenti entusiasti di Drake per ogni fottuta merda di cane che incontravamo per strada descritte come tipica formazione geologica toscana. Dopo 2 km a 30 all’ora arriviamo a Bucine (la fase della certezza era già bella che passata), ridente cittadina che subito ci ha colpito per la sua amichevole insegna di benvenuto arrugginita e mezza crollata, le sue colorate strade invase dalla nebbia, la cordialità dei suoi abitanti del tutto assenti tolte un paio di tipiche vecchiette inquietanti nella loro rigida posizione da rigor mortis ai lati delle strada, la festosità dei suoi palazzi fatiscenti e delle fabbriche chiuse. Insomma un luogo di vacanza estremamente gradevole per qualsiasi appartenente ad una setta intenta a riportare un qualche demonio sulla Terra. Superata l’amabile Bucine ci siamo addentrati per una tranquilla strada leggermente in salita che si snodava fra le dolci colline toscane. Dopo aver piantato la bandiera War Inc sulla cima (un paio di piedi più in alto della spedizione del K2) siamo potuti tornare a valle per ritrovarci nuovamente nella gioiosa Bucine. Là siamo entrati nella fase “confusione”. Dopo aver provato diversi incroci e maledetto Froscolo e tutta la sua genia futura e presente (e congiuntivo) finalmente ci ritroviamo all’ormai leggendario cartello War Inc, la nostra Stella Polare, il punto di riferimento per ogni spostamento, praticamente la chiave di volta di tutto il raduno: un fottutissimo foglio A4 attaccato con un pezzo di scotch dietro ad un altro cartello con su scritto “Raduno War Inc” con carattere Times New Roman dimensione 8. Finalmente arrivati sul posto abbiamo modo di mostrare tutta la nostra civiltà e cortesia ai gildani già presenti: inghiottiamo due affettati con una fetta di pane e partiamo diretti a montare i pc in stanza.

Nel frattempo Froscolo è in grado di far perdere altre 8/9 persone con le sue precise indicazioni telefoniche. Nel pomeriggio arriva Aza, spara un paio di insulti a vista, fa la sua comparsata in pubblico e sparisce fino alle 21 di sera ma tanto oramai è risaputo che il potere da alla testa, soprattutto quando semplicemente si crede di averlo. Gli altri War Inc non si preoccupano più di tanto dell’improvvisa assenza del Gm, anzi con la sfiga che si tira dietro averlo vicino potrebbe causare un corto simultaneo di tutti i pc, e si trasferiscono nella stanza che dal giorno dopo sarà di Pig per partire con la prima lan su Dota. Ci sono tutti quelli che contano davvero, difatti oltre al Gm l’altra gentaglia si è data per una visita ad Arezzo (città famosa per offire lo stesso intrattenimento di una di quelle molle che scendono le scale) ossia Kurai, Legacy, Poli, Gurt, Swarzy e Graingor con il suo comodo pc fisso con monitor esterno 24 pollici da viaggio. Tempo fa scrissi su un trivia del forum che Gurt tende a far chiudere tutti i server in cui gioca con il suo influsso, ecco da oggi posso dire che le lan locali sono comprese. Su 4 partite 3 vengono interrotte per la chiusura dell’host sul pc di Gurt, l’altra partita invece abbiamo semplicemente giocato senza Gurt mentre il suo portatile dava i numeri fra errori critici e riavii random. Alle 21 circa, quando tutte le altre nullità sono tornate sulla scena, si decide di partire per cena ma non prima di aver sentito le greatest hits di Etherino live. Unico assente all’appello Sodoma, reo di aver seguito le indicazioni di Froscolo per raggiungere il luogo. Al momento della partenza Kurai, Drakelis e Swarzy (forse ancora frastornati dall’ispirato canto del loro ciellino di gilda) si trovano un attimino spiazzati quando si accorgono che tutti sono partiti e loro ancora non riescono a trovare il loro autista Poli. Dopo 5 minuti che Swarzy chiama a squarciagola il suo nome perdendo le sue urla nel nulla delle colline toscane arriva la chiamata di Cerebrox dove fa sapere che il buon Poli in quel momento si trova accanto a Froscolo su un’altra macchina già partita con le altre, ergo eravamo rimasti appiedati. Richiamato indietro un passaggio si parte per la cena dove Cere da dimostrazione delle sue doti di parcheggiatore hardcore dimostrando a tutti che un Cayenne potrebbe essere un ottima alternativa all’ascensore per salire le scale di casa. Finita la cena, durante la quale la maggior parte dei piatti di chi ha ascoltato l’angelico canto di Etherino rimangono mezzi pieni causa budella ancora attorcigliate, e recuperato Sodoma segue una nuova lan (guarda caso questa volta è presente Aza e di punto in bianco tutti decidono che non se la sentono più di giocare, come una qualsiasi serata RvR) e poi ognuno nelle proprie stanza. Pig arriverà il giorno dopo e già si troverà la stanza devastata con lattine di birre fin dentro il camino e il frigorifero svuotato. Questo lo chiamiamo cameratismo fra gildani.

GIORNO 2

L’ultima mattina dell’anno è un po’ il sunto di tutto il 2010: caffè di merda, bocca impastata, abbottato dal sonno e senza la più pallida idea di dove si sta andando. La sera prima Froscolo è stato categorico: alle 10 precise raduno per le terme e partenza immediata, chi c’è c’è, chi non c’è non c’è. Alle 10:20 ancora non c’è Froscolo. Appena si presenta (e per appena intendo un buon 20 minuti dopo, quindi proprio le 10 del mattino) con un drappello di War Inc si parte per le rinomate Terme di Rapolano. Sono fornito solo di un costume da bagno e una specie di canavaccio rubato dalla stanza da usare come asciugamano tuttavia “scarpe rotte eppur bisogna andar”. Il problema è che alcuni di noi non hanno nemmeno le scarpe rotte (per ritornare a quelle cose che il giorno prima dovevo controllare in quelle due ore mattutine) quindi sosta per comprare un paio di ciabatte da piscina (17 Euro, finanze dimezzate) e poi via alle profumatissime terme. E’ incredibile che un lercio barbone puzzi di uovo marcio mentre un agiato salutista frequentatore di terme puzzi ancor di più allo stesso modo, a saperlo prima che l’acqua termale emanava un simile lezzo avrei saputo giustificare il mio in maniera ben più signorile. Dentro alle fantasmagoriche Terme di Rapolano le attività salutiste non mancavano: si andava dai bagni termali allo stare sotto al sifone dei bagni termali. Se non si voleva passare il resto dell’esistenza in piscina si avevano ben due alternative: si prendeva una stanza all’albergo delle Terme per poter prenotare mezz’ora di massaggio sborsando altri 40 euro o si poteva andare in area relax, ossia una stanza piena di sdraio e rilassanti bimbi urlanti. I bambini rompicoglioni diventeranno poi un elemento di continuità di tutto il raduno, oramai nella mia mente è una sorta di tratto caratteristico del luogo. Potrei fare un cd del tipo “rumori della Toscana” ed inserire in tracklist un condizionatore acceso, bambini indemoniati, Poli che emette orgasmi mentre dorme e Isir che suona la chitarra. Le Terme di Rapolano (nome sfruttato in un solo giorno un 15 volte per una battuta tristissima di Sargas che meno faceva ridere e più la ripeteva alla ricerca di non so quale intonazione della voce che la rendesse simpatica) non offrivano solo uno sconfinato ventaglio di attività ma anche un pubblico di estrema cordialità. In particolare mi viene in mente la deliziosa coppietta di frigidone che per un mio involontario schizzo d’acqua non hanno esitato 5 secondi per vomitarmi addosso un po’ di acido dicendomi “lo shampoo non potevi fartelo a casa?”. Insomma bene o male così passa la mattinata. Usciamo dalle terme, ci incontriamo con Hellspawn e il suo pet (che non avendo seguito nessuna indicazione di Froscolo arrivano con una facilità disarmante) e ripartiamo per il casale per pranzo. Froscolo ci aveva avvertito che era rimasta tanta roba quanto bastava per spizzicare qualcosa, insomma per tenersi leggeri per il cenone, infatti dopo aver spizzicato 15 kili di schiacciata, 4 di affettati, 27 fette dell’esotica fettunta (che ancora non ho capito per quale motivo dovrebbe essere diversa dal pane olio e sale) e altre quintalate di spizzicate varie ci sentiamo tanto leggeri quanto potrebbe esserlo Vogel dopo una cena ad un “all you can eat”, praticamente camminavamo sulle punte.

Dopo pranzo ci si trascina nell’intonsa stanza di Pig per riprendere con qualche lan. Ora che finalmente Gurt non impedisce più le partite crashando sembra che niente possa impedire a completare almeno 3 partite, invece arriva Pig con la sua compagnia. Sembra che non sia buona cosa occupare la stanza di un altro impedendogli di prenderne possesso dopo uno sfiancante viaggio quindi veniamo fatti sloggiare con tutti i portatili, compreso quello di Graingor ma tanto quello era semplice da spostare una volta che ci si infilavano in bocca tutti e 49 i cavi delle altrettante periferiche, anzi è una vergogna che non si sia portato pure un sistema di casse 7+1. Arrivato Pig esplode anche la nostra indole di biscazzieri dunque la partita di poker. Ognuno paga circa una mensilita su War e si comincia la mano. L’uomo da battere si suppone che sia Pig ma già in 15 minuti si capisce che forse è arrivato il momento che si trovi un nuovo lavoro, che ne so tipo il truffatore dell’Enel che suona alle vecchiette per ripulirli casa. Alla fine è un testa a testa fra Poli e il Decio con il primo che ne esce vincitore, è il momento in cui Poli comincia la sua opera di rientro economico da raduno. Finita la partita si parte in stanza per darsi (o nel nostro caso per fare finta) una lavata. Inconsciamente ci si mette gli abiti più adatti a sporcarsi di vomito o alcol, Poli addirittura si presenta in pigiama e Texta indossando le tende di casa sua. Al cenone si comincia a capire che qualcosa sarebbe successo quando la gente, di cui non farò i nomi per rispetto ricordando che un nick non è un nome vero, comincia a far rimbalzare il sorbetto sul tavolo stile palla matta (Poli), comincia a prendere a cornate (Sodoma con Cere) i War Inc di sinistra o comincia ad esclamare la propria skill nell’uso di una classe con una veemenza al limite del fanatismo (Graingor).

Ma andando con ordine direi di cominciare con prima di mezzanotte quando Sodoma esclama che lui non crollerà mai e scarica un Hadoken sulla schiena di Kuraieva (non sto facendo una battuta del cazzo, è successo proprio questo), pochi minuti dopo sparisce verso la sua stanza. E’ il primo della lista seguito dopo mezzanotte da Poli che concima una siepe con il primo piatto del cenone dimostrando una inaspettata immunità alle sbronze ritornando un uomo nuovo con totale padronanza di francese e inglese con una punta di spagnolo, roba che io invece non riesco nemmeno a parlare in italiano da sobrio. Con la mezzanotte la sala effettivamente diventa una sottospecie di regno dell’assurdo dove Poli incredibilmente rimane la cosa più normale. Cere minaccia dei graziosi marmocchi manco fossero i peggiori fra i bolscevichi, Sargas si trasforma in milfhunter tentando di rimorchiarsi almeno un paio di over 60 con le sue movenze da gallo cedrone, un redivivo Sodoma usa Aza come palo da lap dance, Pig va in giro a schiacciare ogni bicchiere che trova, Hell di nascosto ancheggia come un troietta colombiana senza sapere di essere filmato in almeno un paio di occasioni, Head girovaga con una foto di Etherino tipo veglia funebre, Aza ha l’unica funzione di girare con il radis per versarlo su ogni bicchiere non ancora distrutto da Pig, il Decio retrocede a 15 anni quando ruba una scarpa a Poli e scappa fuori nel mezzo del nulla toscano inseguito oltre che da Poli anche da Sodoma, probabilmente in un’ultima scintilla taurina che l’ha portato a correre dietro a qualsiasi cosa, Graingor invece………. cazzo Graingor.

Ci sarebbe da fare un capitolo a parte solo su Graingor, quantomeno per fargli un resoconto di quanto ha fatto visto che i suoi ricordi finiscono alle 23 del 31. Eppure sembrava stare a posto fino al terzo litro di alcol, scherzi del metabolismo umano. La sua discesa alcolica è cominciata con una sfilza di bestemmie, sembrava un Germano Mosconi con la volgarità di un Gianfranco Funari. Intorno alle 23:15 i discorsi che mandava avanti erano del tipo:

Tizio: O Graingor tutto a posto?
Graingor: Porco D…….. si

Oppure

Tizio: Graingor vieni a fare un brindisi?
Graingor: Porco D…. vengo

E infine

Tizio: ………………
Graingor: Porco D……..!!!

Insomma l’acol aveva preso un bonaccione trasformandolo in un becero appassionato della bestemmia al punto di sostituirla ai congiuntivi in diverse occasioni. Intorno alla mezzanotte si è aggiunto uno sviluppo di e-penis con annesso dissociamento della personalità direttamente proporzionale al tasso alcolico. Al suo apice Graingor non solo si autodefiniva l’orco nero migliore del server ma allo stesso tempo lui era Toner, e guai a fargli notare che il vero Toner era in un’altra stanza a schiacciare bicchieri di plastica. Proprio prima della fine raggiunge la totale perdita di se stesso, il cervello ormai a mollo nell’alcol va corto circuito e il povero Graingor si ritrova a suonare strumenti invisibili con movimenti facciali degni di un cantante dei Kiss. Tutto quello che sale prima o poi è destinato a scendere, in questo caso invece è l’inverso visto tutto l’alcol che scende è destinato a risalire come effettivamente succede. Ma in fondo questo genere di dettagli non mi interessano, non sono uno morboso fino a tal punto. Quindi non mi metterò a scrivere che Graingor ha il suo secondo fiotto di vomito all’1:51 e 46 secondi che si conclude con l’ultimo spasmo 34 secondi dopo, nossignore. Da quel momento Graingor diventa un involucro vuoto da portare in giro e utilizzare all’occorrenza come attaccapanni.

Dopo avergli riempito lo stomaco di caffè, acqua, zucchero, limone e non so quanti altri rimedi casalinghi gli si da una lavata e lo si porta a letto. Durante tutta la sua odissea l’empatia di Pig verso il gildano suscita sincera commozione in tutti i presenti. Pur di stare vicino a Graingor Pig smette (solo momentaneamente) di spaccare i bicchieri di plastica per dargli tutto il suo sostegno morale. Per prima cosa tenta con ogni mezzo di impedirgli di rigettare offrendogli amari vari, vino e ogni liquido che gli passasse fra le mani, detersivi compresi. Nonostante i suoi eroici sforzi tutto è stato inutile ma anche dopo Pig è rimasto stoicamente vicino al suo compagno incitandolo con toccanti esclamazioni come: “A merda, fai schifo”,”rialzati che non hai bevuto niente”,”Graingor sbruffa apposta”,”che ti sei perso i soldi?”,”Graingor sta giocando a nascondino, Graingor smettila di giocare a nascondino”,”Vai già a dormire che non hai bevuto niente”, tale pubblica espressione di sincero affetto colpisce praticamente tutti i presenti.

Nel dopo Graingor i bookmaker davano il collasso di Pig a 1,15 eppure qualcosa va fottutamente storto.
Nella mia vita ho visto sbronze tristi, stupide, cattive, nostalgiche, amorfe, ridicole, comiche e quant’altro ma una sbronza fastidiosa come quella di Pig mai in vita mia. Alle 2 del mattino comincia a lamentarsi del cibo, e poi dell’alcol, e poi di chi si era già ubriacato, e di chi andava a dormire, e della musica, etc etc. Allora lo si porta nella sua stanza per dargli altro alcol e fargli ascoltare la musica che vuole ma anche li trova di che lamentarsi. Stavolta il problema è che Aza non si è ancora impiccato e che non si va da nessuna parte. Dopo essersi offerto per guidare almeno 4 diverse macchine (tranne la sua) le ultime persone cedono e lo abbandonano con Poli, Kuraieva e Sargas. Pig in un ultimo accorato gesto di solidarietà irrompe in stanza di Graingor per potergli esprimere tutta la sua vicinanza a suon di vaffanculo. Purtroppo per lui Graingor ha ormai lo stesso grado di attività di Gorthor: completamente down. Pig gli urla in faccia, gli zompa sul letto, gli spegne una sigaretta sulla fronte (quest’ultima era licenza poetica, non ti preoccupare Graingor) ma niente. Passa dentro quella stanza un buon 15 minuti berciando come un maiale scannato rischiando di svegliare almeno 20 persone (incredibilmente ne sveglia solo una), dopodiché anche Kura e Poli decidono che le 4 del mattino passate sono un buon orario per andarsene finalmente a fare in culo a letto.

GIORNO 3

La mattina dopo la serata di bagordi dei War Inc non rimane niente della sigla ACR, anzi da “A Cazzo Ritto” ci ritroviamo ad essere un roba tipo “Azione Cattolica Ragazzi” della diocesi di Treviso: una massa di timorati di Dio senza nemmeno la volontà sufficiente per alzare solo mezzo bicchiere di vino. Se la volontà è ormai piegata anche le gambe non scherzano. Al confronto uno zombie di un film di Romero è un centometrista tanto i nostri movimenti sono strascicati. Alcune anime pie decidono di andare a vedere cosa ne è stato di Graingor temendo che Pig l’abbia rapito nel sonno per portarlo a Firenze al Tenax. Fortunatamente lo ritrovano al suo posto ancora odorante del suo delicato profumo “eau des sucs gastriques, Graingor n.5”, qualche divinità, probabilmente Bacco, gli ha fatto la misericordia di non lasciargli un solo ricordo della sera precedente quindi riuscirà a guardare ancora negli occhi i suoi gildani almeno fino al giorno in cui non mi deciderò a mostrargli i suoi video. Pig pure è in gran forma, non si sa come puzza ancora di più di distilleria e i suoi occhi si trovano affossati dentro due orbite di un salutare nero tenebra, una sorta di ground zero del dopo sbornia. E’ obbiettivamente una bella mattinata di merda, resta un mistero il perché chi è andato a dormire a mezzanotte bevendo a stento due bicchieri è più devastato di altri.
C’è un momento della mattinata in cui si risolleva per un attimo il morale quando in lontananza vediamo arrivare un gelataro, purtroppo la nostra illusione svanisce in fretta quando ci rendiamo conto che è solo Shira, arrivato in mattinata con un completo full white skull. Fra una strascicata e l’altra arriva ora di pranzo, si decide di mangiare tutti insieme nella casa più grande fra le presenti che, ma tu guarda un po’ che coincidenza, è quella del Gm (che fra le altre è in posizione rialzata rispetto a tutte le altre, in pure stile signore feudatario e i suoi vassalli). Abbiamo avuto un attimo un intoppo quando ci siamo resi conto che mancavano i bicchieri, dato che la sera prima qualche ignoto personaggio sembra si sia divertito a fracassare praticamente tutti i bicchieri da li a Pergine Valdarno, ma a conti fatti non succede niente di epico. Certo prima di pranzo sparisce Graingor e nessuno lo rivedrà più e dopo pranzo Poli riesce a vincere di nuovo a poker proseguendo la sua opera di rientro economico ma nei fatti non succede un bel cazzo di niente. Gli uomini tutto palestra e caserma, vanto di virilità di gilda, esempio di possanza ormonale, sono ridotti ad uno stuolo di signorine stanche, con il senno di poi mi sarei dovuto chiudere dentro la stanza ad alcolizzarmi con Swarzy ma ormai quel che è fatto è fatto.
Durante la cena arriva Pulsar, per essere precisi aveva chiesto indicazioni a Froscolo intorno alle 17 quando era quasi arrivato quindi il fatto che sia arrivato solo alle 21 passate lo definirei un ottimo risultato. Quella sera Pulsar viene colpito da un raptus di nostalgia da Baghdad, tira fuori dallo zaino un po’ di residui bellici della seconda Guerra del Golfo e tenta di portare un po’ di allegra atmosfera da guerriglia urbana a suon di candelotti di dinamite. Dopo aver fatto zompare per aria metà Tontenano decide che per quella sera è sufficente. Prima di andare a letto decido di scoprire se Graingor esiste ancora non vedendolo da quella mattina, in stanza sua lo trovo finalmente sveglio e finisce che mi faccio coinvolgere ad una partita a Blaz Blue, un dannato picchiaduro japponese di quelli che rasentano l’hentai dove non si capisce un beneamato nulla di quello che sta succedendo sullo schermo. Con il sangue alle orbite e i timpani perforati dagli strilli al limite dell’ultrasuono di doppiatrici dodicenni asiatiche me ne vado a dormire.

4° GIORNO

Il quarto giorno è l’ultimo del raduno, Aza non può sopportare altre 24 ore con gente non altolocata come lui e nel timore di venire infettato dal germe plebeo decide di partire in anticipo la mattina stessa. Viene seguito da alcuni dei suoi vassalli fra cui Gurt, con la sua partenza se ne va anche il suo influsso maligno e la rete telefonica torna a fare capolino nell’isolata Tontenano. Le partenze importanti non scoraggiano Froscolo che propone a tutti un giro turistico in uno di quei paesini del cazzo che conosce solo lui, prima però si decide di trovare un ristorante per il pranzo. Il primo tentativo non va come immaginato: Polo club con solo il coperto a 100 euro, scelta diretta della vacca da abbattere per il secondo in mezzo a quelle esposte nel pascolo, sedie in vera pelle umana, piatti in porcellana di Capodimonte e un cinese personale con lo scopo di masticare il cibo per i più pigri. Ovviamente per i nostri gusti borghesi tutto ciò era troppo dozzinale, si passa oltre. Il secondo tentativo va decisamente meglio: ristorantaccio affacciato sull’autostrada a due passi dal bar dei camionisti, dopo un sopralluogo veloce decidiamo per questa pittoresca esperienza. Il menù e di quelli tipici toscani, cioè almeno lo credo. Non so, lo struzzo è un tipico piatto toscano? Di certo faceva molto imperialismo italiano in Etiopia, mi sembra di aver visto anche una lacrimuccia malinconica scendere a Cere ma lui non l’ammetterà mai. Fra le altre cose in menù c’erano i pici al ragù di piccione, vedere in uno stesso piatto il piccione, ossia la cosa più lercia di Roma che a tutto riusciamo accostare a meno che il cibo, e una qualità di pasta con lo stesso nome del gatto di Froscolo fa sempre un certo effetto, tipo i Vogellini con salsa di Crucco o il risotto alla crema di Gurt con spezie di Pigheal. Comunque dopo pranzo Poli decide di comprarsi un gratta e vinci e mi chiede se volevo partecipare con la spesa, potevo dire di no all’uomo che negli ultimi due giorni aveva vinto tutto il vincibile? Così accetto e per fortuna rientro anche io (e Pulsar) nel progetto di rientro economico di Poli con una vincita di 500 euro (tra l’altro riesco anche a spuntare dalla mia lista di cose da fare prima che sia troppo tardi la voce “vedere 500 euro tutti insieme”). Si salutano altri in partenza e si va diretti al paesino del cazzo scelto da Froscolo: San Gimignano. Froscolo avverte che sarà un viaggetto solo da pochi minuti e su queste cose sappiamo tutti che Froscolo non sbaglia mai. Così dopo 1 ora e 35 pochi minuti arriviamo nel ridente paesino di merda che con quasi 1000 anni di vita per trovare il suo più alto punto d’interesse bisogna guardare ad una sua consegna spontanea a Firenze quasi 700 anni fa. Se non si è capito non sono un grande amante dei paeselli e di tutti quei luoghi in genere che non vengono raggiunti dall’adsl e che si suppone debbano ospitare vita civile in modo continuativo. Dopo la visita a quel bellissimo maxi-parcheggio mancato che è l’area di San Gimignano ci si saluta con gli ultimi in partenza e i restanti si apprestano a tornare al casale per l’ultima notte. Ormai sono rimasti solo il gruppo Poli e Froscolo con la Decia e Sargas, si fa una sosta veloce ad un supermercato e ci si organizza per una carbonara veloce. Si passa la serata a prendere per il culo Sargas, che è sempre cosa buona e giusta, e a vedere i video di capodanno, un po’ di cazzeggio in stanza con uno Swarzy leggermente incocciato dal Radis bevuto a cena e con un Poli desideroso di mostrarsi come mamma l’ha fatto e poi nulla di più, raduno finito.


5° GIORNO

Ci si prepara alla partenza, alla bene e meglio si carica sull’auto ogni bottiglia di alcolico residua e ci si saluta. Inizia così senza clamori il viaggio di ritorno verso Roma di Kuraieva, Poli, Shirayuki, Swarzy e Drakelis. Tutto sembra andare per il meglio, e in fondo perché qualcosa dovrebbe andare storto? Fuori il cielo è sereno, in macchina non mancano le lattine di redbull, la strada è sgombra, si viaggia per uno di quei percorsi del cazzo che salgono su per le colline immerse nell’inutile paesaggio toscano tanto caro a Drake e alla radio possiamo gioire della viva voce di Cristiano Malgioglio che ci ricorda quanto la differenza fra omosessualità e parodie a volte possa essere impercettibile. Assorti nei profondi discorsi del dandy di quanto sia in la borsa in pelle di caimano manco ci accorgiamo di quanto sia silenzioso il motore della macchina, incredibile per un veicolo vecchio di anni con circa 2 anni luce di distanza percorsa durante la sua esistenza. Alla dura realtà dei fatti ci riporta Poli che, misteriosamente felice come una Pasqua, ci informa che in quel momento in realtà stavamo procedendo per inerzia grazie alle discese senza un filo di benzina.

Eravamo 5 War Inc in mezzo al nulla, trascinati dalla forza di gravità a bordo di un veicolo improvvisamente ad inquinamento zero grazie al tradimento di un vile galleggiante, nella speranza di poter contare su una strada in pendenza fino al prossimo benzinaio. Speranza vana. Dopo qualche minuto cominciano i primi tratti in pianura superati con fare flistoniano (gamba fuori dallo sportello a spingere sull’asfalto) ma con il loro prolungarsi siamo costretti a scendere per dare prova delle nostre doti di bestie da soma. Così ragliando e spingendo incontriamo finalmente le prime macchine che pervase non proprio da spirito di umana empatia ci sorpassano lasciandoci soli con le nostre bestemmie. Dopo un po’ siamo più fortunati nell’incontrare la signora Paola, un ibrido toscano fra la Rosy Bindi e la Susanna Camusso, che acconsente ad accompagnare Poli al più vicino benzinaio per poter comprare tanta benzina quanto basta per poterci far ripartire fino ad un distributore. Dopo circa un 15 minuti durante i quali Drake vede Pacciani dietro ad ogni cespuglio (non si capisce il motivo ma per Drake ogni cosa in Toscana dal salumiere al piatto di fagioli ricordava Pacciani) Poli torna vittorioso con una bottiglia colma di olio di semi di girasoli che insiste fino all’ultimo a chiamarla benzina. Sta di fatto che spingi e rispingi ma la “benzina” non entra in circolo e ci ritroviamo da capo, solo un pelo più prossimi all’infarto del miocardo.

La signora Paola allora si ricarica Poli per andare a prendere altra benzina lasciandoci nuovamente in attesa in mezzo al nulla. Dopo esserci scolati ogni redbull residua, confermando tra le altre cose che l’unica cosa che provoca quella roba è gas intestinale, e dopo un attacco autolesionistico di Shira che lo porta con l’attaccarsi al rum ritorna Poli questa volta non più con una bottiglia ma addirittura con una mezza tanica. Ormai è fatta. Col cavolo. La scena sembra quella di un film tragicomico, una sorta di Via Crucis dove ci sono 4 disgraziati War Inc che si trascinano in salita un auto (e per la cronaca parliamo di un 7 posti) seguiti a passo uomo da un’altra macchina stile processione. Dopo esserci definitivamente giocati anche la possibilità di entrare in purgatorio a suon di blasfemie nonostante i tentativi di sollevarci il morale di Poli promettendoci fantomatiche discese in vista, decidiamo di prenderci un’altra pausa.

La signora Paola non può più stare a perdere tempo con noi e gli altri toscani di passaggio che incrociamo sono amichevoli quanto una pasticca di cianuro. Quando ormai sfiancati dal tempo passato a spingere e in attesa di una lenta morte con il pensiero perso a tutte quelle cose effimere e autodistruttive che non avremmo mai più potuto fare, arriva verso di noi, circondato da luce divina, un jeeppone guidato da un becero di campagna che decide di fermarsi per aiutarci. Non sapremo mai se il suo gesto sia stato dettato dalla compassione o da una perversa voglia sessuale di sentire il rombo ansimante delle sue 4 ruote motrici trainanti un sottomesso corpo esterno penetrato dal suo cavo d’acciaio, sta di fatto che noi che eravamo rimasti a piedi per caricare il meno possibile la macchina girando l’angolo della strada ci troviamo di fronte un Poli vittorioso a bordo di un’auto finalmente avviata. Con il mio ultimo filo di vita salgo a bordo per abbandonarmi ad un liberatorio trombo polmonare che mi accompagna fino a casa. Ecco, ora il raduno è veramente finito. Finalmente

Last Updated on Wednesday, 20 July 2011 07:45
 
Tuesday, 07. February 2012

Design by: LernVid.com